TAXI

 

Taxi,

presto voglio andare via,

prendi l’autostrada e poi guida fino a che sarà ancora mattino.

Chiedi

se sono nei guai

rispondo “non saprei,

è un po’ che non sorrido più, la nebbia mi ha lasciato sogni in bianco e nero”.

 

Troppe

notti di periferia

solo dentro casa mia, sperando solo di potermi addormentare.

Troppa malinconia

e troppo il tempo andato via

in questo inferno di città nessuno alza mai lo sguardo verso il cielo.

 

Quanta strada che mi corre sotto, è una possibilità per ricominciare tutto;

come se nascessi solo adesso, proprio adesso con l’idea

di non perdermi più niente. Niente.

 

Taxi,

presto voglio andare via,

prima di cambiare idea, prima che col tempo arrivi la paura,

prima

che la fantasia

si arrenda all’abitudine

che questa mia lucidità si perda, si diradi come neve al sole.

 

Questa strada nuova è tutto il mondo, è l’idea di libertà, è il mio cuore, la mia mente.

So che se finisse tutto adesso, proprio adesso me ne andrei

senza aver mai fatto un passo

neanche un passo

verso me stesso